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Concimazione dei Bonsai

Concimazione
– anche gli alberi mangiano –
Considerata la modesta quantità di terriccio in cui un Bonsai si trova, è chiaro che ha bisogno di una certa quantità di fertilizzanti in modo che disponga di tutti i sali minerali necessari. Ogni Bonsai ha le sue necessità di concimi in linea di massima i periodi più adatti alla concimazione sono la primavera e la parte finale dell’estate; di solito si somministra 1-2 volte al mese. È importante, dopo il rinvaso, non concimare per almeno un mese perché si rischia di bruciare le radici tagliate.
Non è necessario usare prodotti particolari per Bonsai perché di solito sono uguali e costano molto di più, basta usare quelli per piante comuni e ridurne le concentrazioni (anche a metà). Vediamo ora di capire quali funzioni hanno i singoli elementi di un fertilizzante chimico o naturale che sia:
i cosiddetti macroelementi
• AZOTO (N): è necessario per lo sviluppo della pianta e per l’emissione di nuove foglie.
• FOSFORO (P): favorisce la formazione delle gemme da fiore, dei frutti, e la crescita delle radici.
• POTASSIO (K): migliora la robustezza della pianta, a lignificare i rami e la aiuta a superare momenti di stress (scarse annaffiature, sbalzi di luce e di temperatura).
Nei concimi in vendita di solito sono presenti anche piccole quantità di boro, manganese, cobalto, magnesio, ferro, zolfo, calcio (i cosiddetti microelementi). Concimi naturali consigliati sono: cenere (contiene alta quantità di fosforo, potassio e oligoelementi), fondi di caffè e foglie secche ( alta concentrazione di potassio), farina di ossa e farina di sangue (azoto, fosforo, ecc.), gusci d’uovo (calcio), humus (riequilibra il terriccio).
I concimi in generale si dividono tra:
– concimi organici – sono quelli in cui gli elementi nutritivi sono di origine animale o vegetale. La loro composizione organica, creando le condizioni ottimali per la vita dei microorganismi utili, mantiene “vitale” il substrato.
– concimi minerali, composti da elementi inorganici o di sintesi (chimici), hanno in genere una titolazione più alta (es: N P K 14-20-26) e sono quindi più “potenti” di rapida assimilazione, anche se tendono ad impoverire il terreno.
A seconda del periodo dell’anno, è importantissimo somministrare concimi con concentrazioni diverse di elementi. Di solito si somministrano fertilizzanti ricchi di azoto (N) in primavera e ricchi di fosforo (P) e potassio (K) in autunno, tuttavia dipende dalla specie; riporto di seguito una tabella che indica in linea di massima le composizioni più usate (N,P,K):

I preparati che si trovano in vendita sono disponibili in genere in 3 formulati:
• a lenta cessione: si mescolano con il terriccio ed evitano successive concimazioni ed in genere si trovano sotto forma di capsule di varie forme.
• in polvere o granulari: che vengono sparsi sul terriccio e si scioglieranno a ogni annaffiatura, oppure si sciolgono direttamente in acqua prima di annaffiare.
• liquidi: che vengono diluiti in acqua e somministrati annaffiando (molto importante nell’utilizzo di fertilizzanti liquidi è innaffiare con acqua prima di riannaffiare con il fertilizzante, questo evita che si brucino le radici).
Ricordate che è sempre meglio utilizzare un dosaggio inferiore rispetto a quello indicato nelle confezioni, in modo da non rischiare la sopravvivenza della pianta.
Una scarsa fertilizzazione della pianta provoca una vegetazione meno rigogliosa ed un graduale indebolimento, ma un eccesso di fertilizzante provoca quasi sempre la morte della pianta .
Vi invitiamo a visitare anche la pagina del nostro sito su come preparare un concime naturale .

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